Un blog per raccontare a me innanzitutto e a chi avrà voglia di leggere. Per fissare ricordi ed esperienze di una qualsiasi vita che però è la mia e ha bisogno di memoria del bello del brutto come del facile e del difficile. Un filone sparso random sarà su questo tema perché serve a me innanzitutto e magari servisse a salvare qualcuno che ancora non vede. Tema da mille sfaccettature. Tutte provate testate accettate digerite elaborate e che mi vedono combattere, posso solo voler vincere.
La dinamica sistemica del legame triangolare tra il soggetto patologico, la figura materna (spesso, o sempre a sua volta portatrice o matrice di un’imprinting narcisistico , manipolatorio ed abusante) e il partner.
Il monopolio e la rivalità: La madre con struttura narcisistica non vive il figlio come un individuo autonomo, ma come un’estensione simbiotica del proprio Sé e un oggetto di controllo esclusivo (narcissistic supply primario).
La percezione della minaccia: Qualsiasi partner che introduca un’alterità o una lealtà autonoma viene immediatamente codificato dal sistema difensivo materno come una minaccia e un bersaglio da annientare. La distruttività non è mossa da passioni umane mature, ma dalla rigidità di un assetto relazionale arcaico che non tollera la perdita del monopolio di controllo.
Illudersi che il tempo, la ragione o il sacrificio possano scalfire una struttura narcisistica significa ignorare la nosografia della patologia. Il legame con il soggetto patologico e con i suoi satelliti familiari non è una relazione complessa da risolvere, ma un circuito chiuso fondato sullo sfruttamento e sull’annientamento dell’alterità. Lì dove l’empatia è strutturalmente assente e il Falso Sé governa incontrastato, ogni tentativo di dialogo o riparazione si infrange contro un muro di onnipotenza. L’unica risposta clinica, definitiva e non negoziabile è la separazione strutturale e il silenzio assoluto: rimuovere ogni risorsa energetica per impedire al sistema di alimentarsi ancora.
Attendere che il figlio sottomesso si ribelli alla madre narcisista è un errore analitico fondamentale. Bloccato all’interno di un legame simbiotico e pervaso da un senso di colpa atavico, il soggetto non possiede gli strumenti psichici per opporsi: il vincolo è così arcaico e totalizzante che la lealtà verso la figura materna prevarrà sempre su qualsiasi altra istanza relazionale. Per il sistema, la sottomissione non è una scelta negoziabile, ma l’unica condizione d’esistenza tollerata dal Falso Sé. Ogni speranza di emancipazione spontanea si scontra con l’immobilità strutturale della patologia.
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